Che voce ha l'intimità?

Venerdì, 20 Marzo 2020

Che voce ha l'intimità?

Le relazioni interpersonali oggi sono impregnate di social network, di foto o scatti rubati, di scambi su chat. E quella condivisione che ha bisogno del sentire, del percepire il respiro del nostro interlocutore? Che fine fanno il contatto visivo, il corpo a corpo, il cuore a cuore, che ci fanno essere chi realmente siamo? Dov’è l’intimità? E soprattutto cos’è? Come si esprime? Che voce ha?

Molte volte ci è certamente capitato nella vita di incontrare delle persone con le quali da subito abbiamo sentito una connessione profonda, “di anima”, che ci ha scossi. Magari quell’incontro ci ha fatto sentire scoperti, spogliati di quell’involucro che ci permette  inconsciamente di difenderci. Quel momento o quei momenti sono rimasti indelebili nel nostro essere, sono arrivati alla nostra Essenza, dritti dritti al nucleo. Cosa è successo? Che cosa ha creato questa “magia”?

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Il superlativo della profondità

La parola intimità significa “che sta più dentro”, un superlativo che rende l’idea della profondità e della incommensurabilità della parola stessa. Essa è la capacità di condividere con un altro la propria realtà profonda, laddove troviamo emozioni, sensazioni, sentimenti, pensieri. E’ il punto di arrivo di una comunione tra due persone nel rispetto della originalità di ognuno.

A volte si confonde l’intimità con il fondersi con l’altro, con l’essere in una simbiosi tale da non riuscire a vivere senza l’altro. Altre volte si confonde l’intimità con il colpo di fulmine e, come tale, ha una durata più o meno breve. Ma la vera intimità è quella in cui i due partners si donano l’uno all’altro senza falsi pudori, con tutte le proprie fragilità, mostrando apertamente le proprie ferite emotive, senza schermo, così come si è, trasparenti e nella totale fiducia.

Altre volte ancora, si confonde l’intimità con l’innamoramento. Ma, mentre questo è una fase più o meno breve, inizialmente collegata ad una idealizzazione dell’altro, l’amore è collegato invece ad una giusta disillusione e rimane. Si tratta di un innamoramento diverso, più concreto perché rivolto alla persona come realmente è.

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Voce del verbo intimità

La profonda intimità è entrare l’uno nel mistero dell’altro e di vederlo svelato nella sua interezza. Raggiungerla richiede un impegno reciproco e costante. Perciò essa è spessoin crisi, perché da un lato si vorrebbe tutto e subito senza sforzo, dall’altro si ha paura diesporre la propria vulnerabilità. Essa non è connessa con l’autorealizzazione. Non ènemmeno autoreferenziale. È un circolo del dare e ricevere costante, in cui l’amore sicentuplica ogni volta che passa dall’uno all’altro, vincendo il pudore iniziale.

L’intimità è sinonimo di essere collegati con l’altro, sentire ciò che egli sente. È come unentrare nell’altro, percepire le sue emozioni, senza parole. Un processo che ci appartienecome esseri umani e che Carl Rogers chiama risonanza intima. In termini più stretti, empatia.

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Qual è la voce dell’intimità?

Il suono, la vibrazione dell’intimità esiste se vi è il contatto con sé, nel proprio corpo fisico così come nel proprio corpo emozionale. Conoscere e relazionarci con la nostra corporeità e con le nostre emozioni sono la porta d’accesso alla nostra essenza. Ed ogni relazione con l’altro, ogni passo in più che facciamo verso e “con” l’altro, non può avere ragione di essere se non passando per la relazione con il nostro corpo fisico ed emotivo. Più ci relazioniamo, più ci diamo il permesso di toccare le corde delle nostre emozioni profonde. Più ci relazioniamo più apriamo il portale della nostra anima.
La voce dell’intimità è poliedrica, si esprime attraverso azioni, corpo, intelligenza, simboli. È silenziosa, laddove la parola nasconde o banalizza le emozioni, ma si esprime anche con parole o gesti. È come una melodia su uno spartito musicale, è fatta di note e di pause, varia nel ritmo e nell’intensità. È la musica della vita. È la musica dell’essere umano che incontra un altro essere umano e se ne prende cura.

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Io mi relaziono, dunque sono

Noi siamo esseri geneticamente relazionali. Siamo fatti per vivere in gruppo. Ma la relazione tra esseri umani richiede la partecipazione dei “sé” rimanendo interi. Ognuno trovando il proprio centro, la propria essenza. Si tratta di un incontro di essenze in cui ci si mette sullo stesso piano.

L’intimità include in sé il lasciare andare la corazza che protegge il nucleo più intimo di sé. Implica abbassare le proprie difese e scoprirsi nella propria nudità emotiva.

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