REALIZZARE I PROPRI SOGNI

Come succede che alcuni sogni diventano realtà e altri spettri di un ideale mai concretizzato? La differenza la fa il grado di responsabilità che si è disposti a prendersi della propria vita, delle proprie azioni, emozioni e delle decisioni prese in ogni momento della vita

 

Tutto parte da un Sogno. Una relazione affettiva appagante, un lavoro in cui esprimere la propria passione, una vita soddisfacente: in realtà non si sogna altro che realizzare se stessi, essere ciò che si è e che si è sempre stati nel proprio profondo essere. In contrapposizione con le proprie ambizioni, si finisce spesso per adattarsi a un destino ben distante dal Sogno, un destino a volte gramo, a volte appagante soltanto in parte, trovando conforto nel pensiero che “poteva andare peggio” e che “in confronto ad altri sono fortunato”, ma convivendo con un sottofondo di insoddisfazione e incompiutezza. Che ne è stato del Sogno? Come succede che alcuni sogni diventano realtà e altri spettri di un ideale mai concretizzato?

LA PROPRIA VITA È SCRITTA IN UN COPIONE

Eric Berne ha dimostrato attraverso l’Analisi Transazionale che “ogni individuo decide nella sua prima infanzia la propria vita e la propria morte […] che tipo di persona sposerà, quanti figli avrà, come morirà e chi sarà presente in quel momento”, e come quel destino che ognuno si trova a vivere non sia altro che il frutto della decisione di “un ragazzino di non più di sei anni”: è come se ognuno durante la sua infanzia scrivesse un copione che reciterà probabilmente per tutta la vita.

Il copione appare di primo acchito ineluttabile; per quanto si provi a cambiare partner, amicizie, lavoro, nazione, ruolo, dieta, per quanto si leggano libri e ci si affidi agli esperti del settore, sembra che quel destino insegua l’individuo e crei una barriera insormontabile che lo separa dal Sogno: le circostanze esterne non sono mai quelle propizie, le persone attorno a sé sono i colpevoli del proprio fallimento, e non c’è nulla in proprio potere per svoltare realmente.

Cercare, però, la causa del proprio male in circostanze esterne o nelle altre persone significa anche affidare la propria vita a quelle circostanze esterne o a quelle persone; vuol dire in realtà abdicare a se stessi, consegnare la propria nave alle onde del mare.

TRASFORMARE IL SOGNO IN REALTÀ

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Tuttavia quel Sogno primitivo, quella forza che nasce dalla parte più profonda dell’essere umano e spinge per l’autorealizzazione non muore mai, e attraverso l’insoddisfazione, la frustrazione, la rabbia, chiede di prendere in mano il timone della propria vita e trasformare il Sogno in realtà.

È quando si afferra il timone con entrambe le mani – cioè quando ci si assume davvero la responsabilità della propria vita – che comincia la trasformazione. Osho disse in modo sintetico ma inequivocabile: “Riduci tutte le responsabilità a uno. E quell’uno sei tu”.

Ciò significa assumersi la responsabilità non solo delle proprie azioni, ma anche delle proprie emozioni e di ciò che si pensa riguardo a sé e agli altri: assumersi la responsabilità del proprio presente, del proprio futuro, ma anche del proprio passato. Non è costruttivo ignorare la fondamentale influenza che esso ha nel presente dell’individuo. Tutto ciò che ha portato l’individuo alla situazione in cui versa è frutto delle sue decisioni, siano esse state prese in età adulta, da bambino, talvolta persino nel grembo materno. Il fatto che risalgano alla tenera età non ne modifica l’autore; ritenere altri – come i propri genitori o gli adulti di riferimento – responsabili del proprio copione vuol dire riconsegnare la propria vita all’ineluttabilità di un destino già scritto.

RISCRIVERE IL PROPRIO COPIONE

L’individuo che decide di assumersi la responsabilità del proprio copione riconosce che, anche in una fase di vita di cui non ha coscienza, ha compiuto delle scelte. Anche se non è responsabile di circostanze esterne che sono intervenute, riconosce che ha reagito a tali condizioni secondo una sua decisione e che nel corso della vita, seppure inconsciamente, ha continuato ad aderire pedissequamente al copione che egli stesso ha redatto.

In questo modo l’individuo si libera dall’inesorabilità del proprio destino poiché, come uno scrittore che scrive un romanzo ha la piena facoltà di modificarlo, talvolta stravolgerlo, a suo piacimento, così l’autore del copione ha la libertà di cambiarlo o di “gettarlo alle ortiche” per scriverne uno daccapo, un nuovo copione che tenda verso il proprio Sogno, che contempli la capacità innata di essere una persona vincente, che possa sentire in armonia con ogni cellula del proprio corpo e con l’interezza della propria anima.

 

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